|
|
Another day has gone I'm still all alone How could this be You're not here with me You never said goodbye Someone tell me why Did you have to go And leave my world so cold
Everyday I sit and ask myself How did love slip away Something whispers in my ear and says That you are not alone For I am here with you Though you're far away I am here to stay
You are not alone I am here with you Though we're far apart You're always in my heart You are not alone
All alone Why, oh
Just the other night I thought I heard you cry Asking me to come And hold you in my arms I can hear your prayers Your burdens I will bear But first I need your hand So forever can begin
Everyday I sit and ask myself How did love slip away Then something whispers in my ear and says That you are not alone For I am here with you Though you're far away I am here to stay For you are not alone I am here with you Though we're far apart You're always in my heart And you are not alone
Whisper three words and I'll come runnin' And boy you know that I'll be there I'll be there
 |
|
In your room Where time stands still Or moves at your will Will you let the morning come soon Or will you leave me lying here In your favourite darkness Your favourite half-light Your favourite consciousness Your favourite slave
In your room Where souls disappear Only you exist here Will you lead me to your armchair Or leave me lying here Your favourite innocence Your favourite prize Your favourite smile Your favourite slave
I'm hanging on your words Living on your breath Feeling with your skin Will I always be here
In your room Your burning eyes Cause flames to arise Will you let the fire die down soon Or will I always be here Your favourite passion Your favourite game Your favourite mirror Your favourite slave
I'm hanging on your words Living on your breath Feeling with your skin Will I always be here
Will I always be here
 |
|
Poichè provo nel mio animo un forte turbamento, al colmo dell'amarezza mi lamento di me stesso. Formato, come sono, di materia assai leggera, mi sento simile ad una foglia con la quale gioca il vento.
Mentre è proprio del saggio porre sulla roccia salde fondamenta, io, stolto, mi paragono ad un fiume sempre in corsa che non si ferma mai sotto lo stesso cielo.
Vado alla deriva come una nave priva del nocchiero, come un uccello che vaga per le vie del cielo; non c'è catena che mi trattenga nè chiave che mi rinchiuda, cerco chi mi è simile e mi unisco così ai malvagi.
Carmina Burana
 |
Tata ha scritto della Vita del Circo
lo 08 Settembre 2008 alle ore 09.41 |
|
PIAZZA D'AUTORE
Alice pensa al suo blog come una piazza. Chiunque può transitarvi, a ogni ora. Ci trovi storie. Pezzi di vita come bocconi da fast food. Leggi e ingoi. Ci bevi dietro un sorso di birra fresca e te ne vai altrove. Quando hai fame ci torni. Mangi altre parole. Se sei sazio lasci anche commenti. Un pezzo di torta per chi verrà dopo di te. Una coca cola in lattina. Una sigaretta accesa. Un pacchetto di caramelle.
Alice guarda le pagine del suo blog.
In quanti siete passati di qua?
Poeti e scrittori, nullatenenti e sognatori, discrete penne e dissacratori, opinionisti e curiosi, idioti e ruffiani, viandanti del web che hanno alleggerito giornate di lavoro navigando al tempo di un click.
In quanti torneranno? Chi verrà dopo di loro?
Un blog è come una piazza. Qualche volta è gremita di facce allegre, turisti che la fotografano, bambini che giocano. In altri momenti è buia, svuotata, coi netturbini che spazzano via l’esuberanza del pubblico dell’ultimo concerto di beneficenza. Vi ritrovi vecchi amici in sella a una bicicletta, sguardi seducenti di passanti. E se hai tempo puoi fermarti a scambiare due chiacchiere col pazzo che urla al cestino dei rifiuti o con la signora che porta a spasso il cane pettinato alla moda mentre indossa un cappottino all’ultimo grido.
Su un blog ci si arriva per caso. Segui l’istinto. Apri pagine come matrioske. Colori, immagini o sembianze, profili accennati di individui che si celano dietro immaginarie identità o che si scoprono in tutta la loro sincerità.
Anche oggi tempo incerto nella mia città. La luce sfuma sul rosso dei tetti, annebbiata dalla foschia e dalla pioggia. E’ una giornata strana. Il vento sbatte porte e finestre e al piano di sopra come al solito strani rumori sul pavimento. Saranno i topi.
Certo, un blog è come una piazza, pensa Alice. Un non luogo che mescola magia e immaginazione.
Alice non sa ancora come tutti voi siate capitati qui. Certo che ne avete avuta di pazienza a seguire le sue storie. Alice avrebbe voluto servirvi le portate migliori, versare nei vostri bicchieri vini d’annata e brindare alle stagioni che incalzano. Ma è solo un piccolo blog il suo. Parole a buon mercato da consumare fra un volo di piccioni e un chewing-gum sputato che se non fai attenzione ti si appiccica sotto i piedi.
Ma Alice ed il suo Coniglio Bianco seduti al tavolino del bar a bordo piazza, tra turisti, facce allegre, spazzini e bambini, sono felici. Sanno di aver trovato una cosa molto preziosa.
Grazie a tutti voi amici miei.
| |
|
ALICE DESIDERA...
...e Alice se ne stava seduta sulla panchina del parco, con le gambe penzoloni, la schiena appoggiata stancamente allo schienale, e braccia e mani abbandonate senza vita. L'aria fredda le sfiorava il viso sollevando di tanto in tanto qualche ciocca di capelli che subito, al calare del vento si adagiava lentamente e stancamente sulle sue spalle. Lo sguardo verso il bosco, spettatore silenzioso del suo pensare. Il temporale sta arrivando: il cielo si fa sempre più cupo, e le fronde e i rami dei possenti alberi cominciano ad ondeggiare lentamente come se danzassero un'antico ballo propiziatorio. Le prime gocce di pioggia cadono pesanti sul terreno asciutto. Un odore umido si leva dal prato, dal bosco e da lei stessa. Alcune foglie si alzano da terra come dotate di ali per magia, trasportate da un’improvvisa folata di vento, e Alice chinando il capo verso il petto e incrociando le braccia in un brivido di freddo desidera ancor più intensamente. Desidera calore, desidera braccia che la stringano intensamente, che la proteggano, desidera ascoltare il respiro, sentire il profumo di chi domani le darà tutto questo. Si alza dalla panchina, la pioggia è più fitta ora, ma più sottile e le accarezza il viso: una sensazione piacevole. Alza lo sguardo al cielo, reclina il capo all’indietro lasciando cadere i suoi fluenti capelli, percorsi da minuscole gocce, chiudendo gli occhi: sorride. Un’ultimo sguardo verso il bosco, il coniglio in piedi accanto al tronco di un grosso albero la osserva, un cenno, un saluto e svanisce nel buio. Domani sarà un giorno come tanti, per molti, ma non per Alice. Ciò che Alice desidera adesso, domani lo avrà…

| |
|
Desiderio è uno stato di affezione dell'io, consistente in un impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, di cui si desidera la contemplazione oppure, più facilmente, il possesso. La condizione propria al desiderio comporta per l'io sensazioni che possono essere dolorose o piacevoli, a seconda della soddisfazione o meno del desiderio stesso. Dolore morale per la mancanza della persona amata o dell'oggetto o condizione di cui si ha assolutamente bisogno. Ma anche la gradevole e coinvolgente sensazione di poter presto rivivere un momento o situazione in qualche modo piacevole, che la mente riesce a rievocare in modi più o meno evanescenti e/o realistici rispetto alle percezioni dell'esperienza effettivamente vissuta. | |
|